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Matrimonio

Il matrimonio

Il matrimonio è un negozio giuridico idoneo a creare un vincolo stabile, certo e duraturo tra due persone di sesso diverso che vogliono condividere un medesimo progetto di vita.

Prima dell'entrata in vigore della legge n. 898/1970, istitutiva del divorzio, il vincolo matrimoniale era indissolubile.

Il matrimonio è un istituto che è tutelato indirettamente dalle norme costituzionali ed espressamente dal codice civile (artt. 82 ss. c.c.).

Con il matrimonio si costituisce la famiglia legittima e si acquista lo status di coniuge.

Sussiste matrimonio solo in presenza di presupposti specifici: diversità di sesso tra i nubendi, libera e reciproca manifestazione di volontà e scambio dei consensi alla presenza dell'ufficiale di stato civile.

Dal vincolo matrimoniale discendono una molteplicità di rapporti patrimoniali e di diritti ed obblighi tra coniugi e tra genitori e figli (artt. 143 ss. c.c.).

Con il matrimonio, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti ed assumono i medesimi doveri.

In particolare, gli obblighi che la legge stabilisce reciprocamente sono quelli alla:

  • fedeltà;
  • collaborazione nell'interesse della famiglia;
  • assistenza morale e materiale (obbligo che viene meno, se uno dei coniugi, senza giustificato motivo, si allontana dalla casa familiare e rifiuta di farvi ritorno);
  • coabitazione;
  • contribuzione ai bisogni della famiglia, secondo le proprie capacità e sostanze;
  • Marito e moglie, inoltre, devono fissare concordemente la residenza familiare (144, 1°co. c.c.).

Il matrimonio obbliga i genitori a mantenere, istruire ed educare i figli, nel rispetto delle loro aspirazioni, capacità ed inclinazioni naturali (art. 147 c.c.).

I genitori devono contribuire al mantenimento della prole in proporzione alle loro sostanze.

Qualora gli stessi siano privi di mezzi sufficienti diretti ad assolvere gli obblighi suddetti, l'obbligo investe gli ascendenti legittimi o naturali (cioè i nonni).

La celebrazione del matrimonio può avvenire davanti all'Ufficiale di stato civile, oppure davanti ad un ministro di culto cattolico o di uno degli altri culti ammessi dallo Stato. In tale ultimo caso, il matrimonio può comunque produrre effetti sul piano civile (si parla di matrimonio concordatario).

Matrimonio contratto con rito esclusivamente religioso

La disciplina relativa all'atto di matrimonio celebrato con rito religioso è di esclusiva competenza dei tribunali ecclesiastici. Sotto il profilo religioso, infatti, l'ordinamento italiano non ha alcuna rilevanza, potendo interviene solamente l'autorità ecclesiastica e solamente per ipotesi di nullità (il diritto canonico non prevede, infatti, gli istituti della separazione o del divorzio.

Matrimonio contratto con rito religioso e contestuale attribuzione degli effetti civili (matrimonio concordatario)

All'atto della matrimonio, è possibile attribuire efficacia civile alle nozze celebrate davanti ad un ministro di culto cattolico. A seguito del Concordato stipulato con la Santa Sede nel 1929, infatti, lo Stato italiano ha riconosciuto effetti civili al sacramento del matrimonio, regolamentato dal diritto canonico . Con gli Accordi di Villa Madama del 1984, l'autorità ecclesiastica e lo Stato italiano hanno rafforzato e precisato il contenuto del Concordato e gli accordi assunti sono stati resi esecutivi con la legge di ratifica n. 121/1985.

Senza dover necessariamente celebrare due diversi riti, pertanto, sarà possibile celebrare il matrimonio con rito religioso ed ottenere che lo stesso assuma effetti giuridicamente rilevanti nell'ordinamento italiano.

Perché ciò avvenga:

il ministro di culto cattolico deve dare lettura ai nubendi degli articoli del codice civile relativi ai diritti ed obblighi dei coniugi,
devono essere redatti due originali dell'atto di matrimonio,
l'atto di matrimonio deve essere trascritto nei registri dello stato civile.
Tale ultimo adempimento è quello che riveste maggior rilievo, poiché, in difetto, il vincolo matrimoniale sarà valido, ma rivestirà efficacia solo in ambito religioso.La trascrizione del matrimonio religioso nei registri dello stato civile ha quindi efficacia costitutiva, ma gli effetti civili del matrimonio retroagiscono al giorno della celebrazione e non dal momento dell'effettiva trascrizione.

Matrimonio contratto secondo il rito civile

In questo caso, il matrimonio è assoggettato alle regole espressamente previste dal codice civile e dalle leggi speciali e non rivestirà alcun rilievo in ambito religioso.

L'autorità competente a dirimere qualsiasi tipo di conflitto sorto sarà quella dei tribunali civili ordinari.

Regime patrimoniale

A) Comunione legale dei beni

Dal matrimonio discendono conseguenze di fondamentale rilievo sul piano patrimoniale.

In costanza di matrimonio, salvo diverso accordo tra i coniugi, il regime patrimoniale stabilito dalla legge è quello della comunione legale dei beni. Tuttavia, il regime della comunione legale, per volontà concorde degli sposi, può essere opportunamente derogato al momento della celebrazione del matrimonio, con conseguente annotazione a margine dello stato civile che i coniugi hanno scelto il regime della separazione patrimoniale. Una scelta analoga può essere fatta anche successivamente alla celebrazione del matrimonio, con atto avente la forma di atto pubblico (redatto cioè dinanzi ad un notaio).

Fanno parte della comunione tutti quei beni che sono stati acquistati congiuntamente o separatamente dai coniugi dopo il matrimonio.

Essi appartengono in parti uguali al marito ed alla moglie.

B) Separazione legale dei beni

Alternativamente al regime di comunione legale dei beni, la legge permette l'applicazione del regime patrimoniale di separazione. Tale regime patrimoniale deve essere adottatato congiuntamente mediante una dichiarazione espressa dei coniugi da manifestare durante la celebrazione del matrimonio, o anche successivamente.

Nel caso di separazione legale dei beni, ciascun coniuge rimane titolare esclusivo, non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio, ma anche di quelli conseguiti successivamente.

Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi.

C) Forme alternative al regime patrimoniale di comunione e separazione dei beni

Comunione convenzionale: Marito e moglie, con accordo esplicito, possono costituire un regime patrimoniale diretto a disciplinare con modalità diverse il regime di comunione previsto e regolamentato dalla legge.

Concretamente, i coniugi hanno una libertà di azione comunque limitata, poiché con l'accordo possono solo ricomprendere nel regime di comunione legale alcuni beni personali non inclusi nella comunione.

Fondo patrimoniale: Per accordo tra i coniugi, inotre, è possibile costituire un fondo patrimoniale, adottando un regime specifico per far fronte esclusivamente alle necessità della famiglia, mediante un vincolo di destinazione di particolari beni.

Il fondo può essere costituito da entrambi i coniugi, oppure per volontà di uno solo di essi, con atto pubblico. Il fondo può essere costituito anche per volontà di un terzo, con atto pubblico o mediante testamento.

Nel fondo possono rientrare solo beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, oppure titoli di credito.

Per ciò che attiene la proprietà e l'amministrazione del fondo, si applicano le norme sulla comunione legale dei beni.

Destinatario

Il matrimonio si può celebrare solo tra persone che abbiano raggiunto la maggiore età (18 anni). Con espressa autorizzazione, le nozze possono essere celebrate anche quando il soggetto abbia compiuto il sedicesimo anno di età, a seguito di verifica e valutazione disposta dal tribunale competente (figura giuridica dell'emancipazione).

Costi

Per conoscere i costi, si rimanda ai vari procedimenti, elencati nella pagina.

A chi rivolgersi

A chi rivolgersi - Referente
Ufficio/Organo: Settore Amministrazione Generale
Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele 28, 09010 Pula (Ca)
Telefono: 07092440225  
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